Così te lo inventi, nell'aria strana e felice, quasi viola. Una smorfia di giorno in faccia al brusio.
[ Quando siamo per strada il mondo sembra più o meno esistere. Ma se guardiamo dalla finestra, tutto diventa irreale. Com'è possibile che la trasparenza di un vetro basti a separarci fino a questo punto dalla vita ? In realtà, una finestra ci allontana dal mondo più del muro di una prigione. A forza di guardare la vita, si finisce per dimenticarla ]
Cioran

[ Yo te pido la cruel ceremonia del tajo,
lo que nadie te pide: las espinas
hasta el hueso. Arráncame esta cara infame,
oblígame a gritar al fin mi verdadero nombre ]
Cortàzar

[ Guardati
piu' reale del corpo che abiti
ferma in mezzo alla mia fronte ]
Una cortina d'edera sopra la pelle si cancella dai lineamenti, da un futuro istantaneo e acerbo che si chiude come una palpebra. E sull’orlo dello spegnersi, la passione trascolora in silenzio armonico. Non semplice stanchezza di parlare. E' diverso.
Così, respiro. A tempo, dentro << una distanza così grande come sulla terra da un giorno d'inverno a un giorno d'estate>>.

Attraverso uno schermo d'acqua gli esordi falliscono il bersaglio.
Words are flying out like
Endless rain into a paper cup
Thoughts meander like a
Restless wind inside a letter box
[ You're playing a part
Playing a part
And there's no time
There's no time
To analyse
Analyse
Analyse ]
Thom Yorke
Come una famelica natura morta, le parole si chiudono.
soddisfazione istantanea di un capriccio
sognatrice ironica e infedele
sempre in controluce
pensieri liberty e gesti naif
contrasti pungenti,mercenari e vagabondi
vertigini malinconiche,languide e insolenti
emotivita' di seta gelida,ambigua e muta
mise en abyme sulla pelle e dietro
non ci sono simboli dove non c'e' l'intenzione
LA REALTA' E' SOLO
UNA COINCIDENZA
MOMENTANEA
chi anche se ti chini con dita di pieta'
a avallare la polvere
non aggiungera' alla tua munificenza
la cui bellezza sara' un foglio davanti a me
una dichiarazione di se stessa
stesa attraverso la tempesta di emblemi
sicche' non c'e' sole e non c'e' rivelazione
e non c'e' ostia
soltanto io e poi il foglio
e massa morta
............En Attendant Godot
L' assurdo e' la lucida ragione che
constata i suoi limiti
Il mondo non e' ne' vero ne' reale, ma vivente
Nel mondo dove nessuno riesce più a mantenere un segreto,
un buon velo dice:
Grazie di non farmi partecipe.
non e' meglio abortire che essere sterili?
le ore dopo la tua partenza sono cosi' plumbee
cominciano sempre troppo presto a trascinare
i rampini a artigliare ciecamente il letto della mancanza
di nuovo dicendo
se non mi insegni non imparerò
di nuovo dicendo anche per le ultime
volte c'è un'ultima volta
Si volto' e lentamente torno' sui suoi passi.
Non c'era piu' vento, non c'era piu' notte, non c'era piu' mare,per lei.
Andava e sapeva dove andare. Questa era tutto.
Sensazione meravigliosa. Di quando il destino finalmente si schiude, e diventa sentiero distinto, e orma inequivocabile, e direzione certa.
Il tempo interminabile dell'avvicinamento.
Quell'accostarsi. Si vorrebbe non finisse mai. Il gesto di consegnarsi al destino.
Quella e' un'emozione. Senza piu' dilemmi, senza piu' menzogne. Sapere dove. E raggiungerlo.
Qualunque sia, il destino.
Camminava - ed era la cosa piu' bella che avesse mai fatto.
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La guardo'. Ma d'uno sguardo per cui guardare gia' e' una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che e' vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano - gli occhi e l'immagine - uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio piu' assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perche' sarebbe nulla di piu' che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo - ricevere - senza domande, perfino senza meraviglia - ricevere -solo- ricevere- negli occhi - il mondo.
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Non occorre che tu esca di casa.
Resta al tuo tavolo e ascolta.
Non ascoltare nemmeno, aspetta soltanto.
Non aspettare nemmeno, sii assoluto silenzio e solitudine.
Il mondo ti si offrira' per farsi smascherare,
non puo' fare altrimenti.
Dinanzi a te si rotolera' estatico.
Eravamo un mucchio di esistenti impacciati, imbarazzati da noi stessi,non avevamo la minima ragione d'esser li,
ne' gli uni ne' gli altri, ciascun esistente,confuso,vagamente inquieto si sentiva di troppo in rapporto agli altri.
Di troppo: era il solo rapporto ch'io potessi stabilire tra quegli alberi,quelle cancellate,quei ciottoli.
Invano cercavo di contare i castagni, di situarli in rapporto alla Velleda,di confrontare la loro altezza con quella dei platani:ciascuno di essi sfuggiva dalle relazioni nelle quali io cercavo di rinchiuderli,s'isolava, traboccava.
Di queste relazioni(che m'ostinavo a mantenere per ritardare il crollo del mondo umano,
il mondo delle misure,delle quantita',delle direzioni)sentivo l'arbitrarieta', non avevano piu' mordente sulle cose.
Di troppo, il castagno, li' davanti a me, un po' a sinistra. Di troppo la Velleda. Ed io - fiacco, illanguidito, osceno,
digerente, pieno di cupi pensieri - anch'io ero di troppo.
Fortunatamente non lo sentivo, piu' che altro lo comprendevo, ma ero a disagio perche' avevo paura di sentirlo.